Un piccolo passo verso la consapevolezza del corpo

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Come primo argomento di questa rubrica abbiamo scelto di parlare della consapevolezza corporea,  di come poterla sperimentare e conseguentemente coltivare. Più si diventa consci del corpo più si riesce a controllarlo e gestirlo con coerenza . Questo porta ad una maggiore qualità di vita.

Grazie ad una pratica costante dello yoga passiamo gradualmente da uno stato di inconsapevolezza (avidya) ad uno di consapevolezza (vidya).

E’ importante diventare consapevoli del proprio corpo e di tutte quelle dinamiche che si esprimono interiormente.

Quando parliamo di corpo intendiamo, oltre alle sue membra, anche una complessa struttura biologica, emotiva e psichica.  Questi aspetti sono intimamente connessi tra loro. C’è una stretta relazione tra mente, corpo, respiro ed emotivo.

Il corpo è lo strumento attraverso il quale la mente entra in contatto con il mondo esterno tramite gli organi di senso (vista, udito, olfatto, gusto, tatto), è lo strumento grazie al quale la mente può esprimersi.

Come possiamo percepire correttamente e realmente il corpo e tutto quello che rimanda a livello fisico, emotivo e psichico diventandone sempre più consapevoli?

Grazie alla presenza della mente dentro lo spazio corpo.

 La filosofia indiana intende il corpo come la casa, o meglio il tempio della mente. Una casa ben tenuta, pulita, areata verrà sicuramente abitata dalla mente, a discapito di una casa meno curata dove la mente sarà latitante.

Bisogna imparare a fruire dello spazio interiore, a guardarsi e percepirsi dall’interno. Prima coglieremo la fisicità, la materia e poi con la pratica riusciremo a percepire aspetti sempre più sottili di noi.

 Per iniziare proviamo con un semplice esercizio di propriocezione.

 La propriocezione o cinestesia è la capacità di riconoscere il proprio corpo nello spazio e percepirne le sensazioni interne senza l’ausilio della vista.

  • In piedi ci stiriamo delicatamente come se ci stessimo svegliando, percepiamo il gradevole allungamento muscolare.
  • Quando siamo soddisfatti con controllo ci portiamo a terra, nella posizione del cadavere SHAVASANA.

Ovviamente non dobbiamo addormentarci!

 Ricordiamo sempre che una posizione in apparenza semplice come shavasana,  può nascondere delle insidie come quella di cadere nell’oblio del sonno e quindi disperdere totalmente l’attenzione che invece deve restare attiva e presente per tutto l’esercizio.

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