La Meditazione: il cuore dello yoga

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Ciao a tutti!

Meditate gente, meditate! Abbiamo visto cosa significa la parola Yoga, ora vediamo un’altra parola alquanto poco compresa ed usata troppo spesso in modo vago ed intuitivo: meditare.

Cosa è la meditazione? Perché è così importante per lo Yoga?

Parlare di meditazione non è semplice perché nel verbo meditare sono contenuti molti significati diversi fra loro.

Per esempio, meditare è spesso sinonimo di riflettere. -Aspetta, ci medito su e poi ti dico. Meditai tutta la notte assorto nei miei pensieri…meditabondo girovagava per le strade.

Pensare intensamente ad un argomento, costruire su di esso discorsi che lo analizzino fin nei minimi dettagli, digerirne il contenuto lasciando del tempo alla riflessione sono alcuni dei modi con cui s’intende la meditazione. In altri casi la meditazione è sinonimo di preghiera. Ripetere delle preghiere, lasciarsi immergere nel sentimento da esse evocato, costituisce un modo intenso di pensare ad un’idea importante soprattutto quando questa è oggetto di fede. Così la meditazione è una parola di senso religioso che corrisponde al dialogo intimo con la propria anima e poi con lo Spirito in cui si crede.

La meditazione si divide quindi tra la valenza di riflessione filosofica profonda ad un dialogo intimo e metafisico con il Dio in cui si crede.

Anche nello Yoga, soprattutto lo Yoga Induista, quello che è rito all’interno della fede Indiana, l’atto meditativo in parte è assolto dalle funzioni sopra descritte. Ma c’è anche un’altra accezione che la meditazione copre e che è quella più specifica dello Yoga quando lo pratichiamo come mezzo di crescita ed evoluzione interiore. E’ questa rappresentata dalla sospensione progressiva del pensiero discorsivo e riflessivo per diventare ascolto e consapevolezza di quello che ci attraversa nel corpo e nella mente. Quando lo Yoga si raffina attraverso i suoi esercizi ci si calma e si riescono ad ottenere intense forme di concentrazione. Lo Yoga usa due termini per questo: pratyahara, raccogliersi in un solo punto, e dharana, concentrarsi sempre di più su di un oggetto sottoposto all’attenzione.

La meditazione nello Yoga inizia come una forma di ascolto che richiede pertanto il silenzio e l’attenzione. Si ascoltano le proprie sensazioni, i ritmi fisiologici, si ascoltano i pensieri. S’impara poi a distinguerli ed anche ad ignorarli fino a cercare di raggiungere un silenzio sempre più profondo. Questo a sua volta calma i sensi ed i pensieri in una sorta di circolo virtuoso. Quello che mano a mano ne esce da questo esercizio di concentrazione diventa meditazione, anche detta Dhyana. L’effetto percepito è quello che comunemente cerchiamo nello Yoga: distensione, benessere, allontanamento temporaneo dagli stress e dalle preoccupazioni. Questo però è solo il basamento dell’edificio meditativo. Dalla calma ed dalla stabilità interiore si potranno costruire forme di attenzione sempre più sottili fino a che esse ci permettono di vedere e sentire in modo diverso, più ricco ed intuitivo, scoprendo una nuova forma di saggezza e di conoscenza.

Alla prossima!

OOMMM!!!

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