Il respiro un prezioso amico spesso trascurato

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Ciao Yogi

Iniziamo la settimana con un nuovo articolo!

Abbiamo pensato di parlare del respiro, un argomento vastissimo che affronteremo con semplicità e per gradi. Inizieremo a parlare degli  aspetti più generali per poi toccare nelle prossime settimane argomenti sempre più approfonditi.

Tutti sappiamo cosa sia il respiro, ma raramente ci soffermiamo ad osservarlo…eppure in assenza di ossigeno potremmo sopravvivere per pochissimi secondi, al più minuti…

Nell’arco di un’intera giornata effettuiamo più di 25000 venticinquemila respiri!!!

La respirazione è gestita sia dal sistema nervoso involontario che da quello volontario. Questo ultimo aspetto ci dà l’esclusiva come specie, a differenza di tutte le altre,  di gestire e modificare il nostro respiro, ma questo sembra non riguardarci.

Per fortuna che c’è anche il sistema nervoso involontario a gestire la respirazione, perché se dipendesse unicamente dalla nostra volontà ci saremmo già estinti presi e persi come siamo dietro le nostre faccende quotidiane.

Il respiro occupa un posto di rilievo nella pratica dello yoga ed attraverso questa possiamo tornare in contatto con questo prezioso elemento che al pari del corpo può e deve  essere osservato con piena consapevolezza.

Il respiro è strettamente legato alla nostra sfera emotiva, quindi ogni emozione nel bene o nel male condiziona la nostra respirazione. Però è vero anche il contrario! Quindi, se curiamo il respiro osservandolo con consapevolezza, questo può modificare il nostro emotivo, qualora fosse agitato, riportandolo ad una situazione di calma e serenità.

Il respiro è anche il collante fra corpo e mente, per usare un termine attuale “la connessione” tra due aspetti che nel quotidiano sono sempre distanti e contrastanti.

Riportare l’attenzione sull’atto respiratorio fa si che corpo e mente tornino in relazione e comunione.

Durante tutta la pratica dello yoga il respiro diventa il conduttore, il pilota del corpo. Ci muoviamo dentro il nostro respiro naturale. Nell’immobilità, invece, il respiro si modella alla posizione (asana) e come un balsamo lenitivo scioglie, ripara, migliora tutti i punti di tensione dai più grossolani ai più sottili e profondi.

Più entriamo in contatto con il respiro più la percezione corporea diventa maggiore provando di riflesso una sensazione di corpo morbido, plastico, caldo ed armonioso, un corpo vivo e mobile anche interiormente.

Come possiamo tornare a godere del nostro respiro naturale?

Portandoci consapevolezza.

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